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Associazione Gianfranco Donadei

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Associazione Radicali Cuneo - Gianfranco Donadei
Associazione Territoriale di Radicali Italiani
Sede legale: Via XX Settembre 28, 12100 Cuneo
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​PEC: radicalicuneo@pec.it
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©​2020 Radicali Cuneo

 

 

Radicali Cuneo sta organizzando diverse manifestazioni nelle città cuneesi sul tema dell'immigrazione, per tentare di smontare le solite frasi spot che siamo abituati a sentire, a partire dal "siamo di fronte ad un'invasione", sino ad arrivare all'assurdo "i terroristi islamici utilizzano i flussi migratori per attaccarci".

 

Perchè manifestiamo?

Manifestiamo per chiedere:

 

-Abrogazione dei Decreti Salvini

-Reintroduzione protezione umanitaria

-Sì al sistema SPRAR

-Stop al sistema emergenziale

-Accoglienza e umanità

 

Cosa puoi fare tu?

Se sei un singolo o coordini un gruppo o un'associazione, puoi aiutarci ad organizzare una manifestazione anche nella tua città. La prima "tappa" partirà a Cuneo, sabato 18 luglio 2020. 

Se vuoi condividere questa battaglia con noi, scrivici un'email, o iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sul prossimo evento che terremo!

 

 

 

Dossier sull'immigrazione

Durante le manifestazioni distribuiamo questo piccolo dossier per tentare di dare un raccolto finalmente veritiero sul tema dell'immigrazione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo di fronte ad un’invasione!

FALSO.

Quando ci si chiede quanti sono gli immigrati in Italia oggi, spesso si hanno le idee confuse. Gli immigrati ci invadono? No. Nell’Unione Europea, su oltre 500 milioni di residenti di ogni età (510 milioni) nel 2015, solo il 7% è costituito da immigrati (35 milioni), mentre gli autoctoni sono la stragrande maggioranza (93%, pari a 473 milioni).

In tutta l’Unione Europea, rispetto al 2008, i permessi di soggiorno per lavoro concessi a cittadini extracomunitari sono diminuiti dell’8%.

 

Però ci rubano il lavoro!

FALSO.

Non è vero che gli immigrati ci rubano il lavoro. In Italia i migranti in entrata hanno quasi sempre controbilanciato la flessione del numero degli italiani, e la modesta crescita complessiva della popolazione negli ultimi dieci anni è stata resa possibile quasi esclusivamente dall’aumento del loro numero.

Agli immigrati sono riservati solo i lavori non qualificati, in gran parte rifiutati dagli italiani: gli stranieri non riducono l’occupazione degli italiani, ma occupano progressivamente le posizioni meno qualificate abbandonate dagli autoctoni, soprattutto nei servizi alla persona, nelle costruzioni e in agricoltura: settori in cui il lavoro è prevalentemente manuale, più pesante, con remunerazioni modeste e con contratti non stabili.

 

Ma non c’è lavoro nemmeno per gli italiani, non possiamo accoglierli!

FALSO.

Per mantenere sostanzialmente inalterata la popolazione italiana dei 15-64enni nel prossimo decennio, visto che tra il 2015 e il 2025 gli italiani diminuiranno di 1,8 milioni, è invece necessario un aumento degli immigrati di circa 1,6 milioni di persone: si tratta di un fabbisogno indispensabile per compensare la riduzione della popolazione italiana in età lavorativa causata dalla diminuzione delle nascite, per salvaguardare l’attuale forza di lavoro, per garantire l’attuale capacità produttiva del Paese e per rendere sostenibile il sistema previdenziale.

 

Certo, allora ospitiamogli negli alberghi!

FALSO.

Non è vero che ospitiamo gli immigrati in albergo. I centri di accoglienza straordinaria (CAS) sono strutture temporanee cui il Ministero dell’interno ha fatto ricorso, a partire dal 2014, in considerazione dell’aumento del flusso: le prefetture, insieme alle Regioni e agli enti locali, cercano ulteriori posti di accoglienza nei singoli territori regionali, e quando non li trovano si rivolgono anche a strutture alberghiere o di altra natura. Si tratta di una gestione straordinaria ed emergenziale, spesso criticata in primo luogo da chi si occupa di asilo, perché improvvisata, in molti casi non conforme agli standard minimi di accoglienza e quindi inadatta ad attuare percorsi di autonomia. Quindi sono uno scandalo non gli alberghi, ma la mala gestione e l’assenza di servizi forniti in quei centri improvvisati. La soluzione esiste da tempo: si chiama SPRAR.

 

Sarà, però ci tolgono risorse per il welfare.

FALSO.

I costi complessivi dell’immigrazione, tra welfare e settore della sicurezza, sono inferiori al 2% della spesa pubblica. Dopodiché, gli stranieri sono soprattutto contribuenti.

 

Sì, però i terroristi islamici stanno sfruttando i flussi migratori per fare attentati e conquistare l’Europa! Ci sono terroristi sui barconi.

FALSO.

Terroristi sui barconi? Limitando l’osservazione al terrorismo islamista, i primi 5 paesi con la maggiore quota di morti sono l’Afghanistan (25%), l’Iraq (24%), la Nigeria (23%), la Siria (12%), il Niger (4%) e la Somalia (3%). Le vittime dell’Europa occidentale rappresentano una quota residuale, perfino inferiore all’1%.

L`Italia è terra d’immigrazione con molti cristiani ortodossi: oltre 2 milioni tra ucraini, romeni, moldavi e altre nazionalità. Seguono circa 1 milione e 700mila persone di religione musulmana (compresi gli irregolari e minori), meno di un terzo del totale degli oltre 5 milioni di stranieri in Italia. In Europa solo il 5,8 per cento della popolazione è di religione islamica.

 

 

 

 

 

 

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