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Le nostre proposte su siccità e crisi idrica

16-07-2022 14:06

Radicali Cuneo

Campagne,

Le nostre proposte su siccità e crisi idrica

Sono oltre 20 anni che facciamo proposte di riforma delle politiche di gestione dell’acqua in agricoltura (il comprato che ne utilizza di più) ma i ca

Sono oltre 20 anni che facciamo proposte di riforma delle politiche di gestione dell’acqua in agricoltura (il comprato che ne utilizza di più) ma i cambiamenti che pur ci sono stati sono assolutamente insufficienti.

 

Nel 2006 (16 anni fa!) in Parlamento abbiamo ottenuto l’impegno del Governo a predisporre, entro un anno, un ‘Manuale di buona pratica irrigua’ che potesse fornire all’intero comparto le informazioni più aggiornate su tecnologie e tecniche irrigue in rapporto a ciascuna coltura. Impegno mai rispettato. 

 

Abbiamo poi ottenuto l’impegno a destinare parte dei fondi del ‘Piano irriguo nazionale’ per favorire la riconversione dei vecchi sistemi di irrigazione con tecniche irrigue moderne e tecnologicamente innovative. Nulla. 

 

Nel 2007 abbiamo proposto una cabina di regia permanente per l’intero bacino del Po insieme ad Ermete Realacci. Chiedevamo dal 2000, ripetendolo anno dopo anno con dossier e dati, di investire sul risparmio idrico in agricoltura, la conversione graduale delle colture più esigenti in acqua in altre meno esigenti, di concentrare riso e mais solo su terreni adatti, di attuare controlli su prelievi delle acque superficiali, di introdurre il pagamento dell’acqua in agricoltura in base al volume (in gran parte non accade); chiedevamo campagne di informazione dei cittadini, di sensibilizzare rispetto al consumo idrico nelle case; incentivando nel comparto industriale le tecnologie di “water saving”. 

 

Oggi immaginare di risolvere questo problema attuale derogando al minimo deflusso vitale nei fiumi è provvedimento dannoso e inutile. Inutile perché in molti casi non c’è una sola goccia d’acqua in fiumi in secca totale. Dannoso perché dove scorrono piccoli quantitativi eliminandoli per irrigare si creano ulteriori disastri ambientali irrecuperabili, distruggendo totalmente ittiofauna e biodiversità acquatica. 

 

Le nostre proposte:

- Risparmio idrico in agricoltura con l’introduzione di sistemi di irrigazione innovativi, che vengono da decenni ormai utilizzati altrove: irrigazione a goccia (dove possibile), irrigazione cosiddetta “a pivot” o a pioggia, in sostituzione della pratica dello “scorrimento superficiale” enormemente più dispendiosa. La FAO evidenzia come l’irrigazione per gocciolamento – utilizzata in Israele già da quarant’anni – consenta un risparmio idrico valutabile tra il 30 ed il 60% rispetto alla classica irrigazione per scorrimento, che è di gran lunga la più diffusa in Piemonte e Lombardia.

- Conversione graduale della coltivazione del riso in sommersione verso il riso in asciutta che, almeno con alcune varietà, ha dimostrato di essere altrettanto produttivo di quello coltivato con la pratica tradizionale e che è stato con successo sperimentato su larga scala in Regione Lombardia. (il risparmio, solo con questo provvedimento, sarebbe di miliardi di metri cubi, altro che costruire una diga di qualche milione di metri cubi!).

- Applicazione da parte delle regioni del “Manuale di buona pratica irrigua” che serva da riferimento agli agricoltori.

- Promozione di politiche agrarie regionali che invitino gli agricoltori a utilizzare le colture a maggior “impatto idrico” come riso e mais solo sui terreni più adatti (quelli che, avendo una buona capacità di immagazzinamento idrico, consentono adeguate produzioni senza l’immissione di quantitativi enormi di acqua).

- Controllo sui prelievi relativi alle acque superficiali per evitare – come accade attualmente – che non sia garantito il “Minimo deflusso vitale” nei corsi d’acqua all’uscita delle valli, come previsto dal D.Lgs 152/99.

- Introdurre ovunque il pagamento dell’acqua da parete degli utilizzatori in agricoltura rispetto al reale volume consumato e non rispetto alla superficie irrigata, come accade di frequente ad ora.

- Campagne di informazione ai cittadini, in particolare agli agricoltori e con la collaborazione delle associazioni di categoria, per renderli consapevoli delle possibilità di riduzione dei consumi.

- Proseguimento delle campagne di sensibilizzazione rispetto al consumo idrico nelle case e incentivazione, rispetto al comparto industriale, per ciò che riguarda la penetrazione delle tecnologie dette di water saving.

 

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